

La notizia di oggi appartiene chiaramente all'
astronomia e presenta concetti veramente difficili. Come tutte le teorie, dietro c'è uno studio molto attento. L'autore di questo è l'astronomo del
Southwest Research Institute di Boulder (in Colorado)
David Nesvorny. Questa ricerca con qualche nuovo aggiornamento sarà pubblicata a settembre sulla rivista
The Astronomical Journal. Non si tratta della prima volta che questo astronomo propone la stessa teoria. Nel
2011, infatti, il ricercatore sosteneva che alle
origini del nostro Sistema solare ci fosse stato un
quinto pianeta gigante e gassoso, insieme a Giove, Saturno, Urano e Nettuno. E ora, grazie a una
formula matematica sembra che questa teoria sia perfettamente azzeccata. Questa notizia arriva poco dopo che la sonda New Horizons ha superato Plutone e ci dimostra come l'astronomia non si ferma mai. Ma vediamo nel dettaglio come funziona questa formula. Nesvorny afferma di aver finalmente trovato le prove alla sua ipotesi dopo aver scoperto un
gruppo di corpi ghiacciati presenti nella fascia di Kuiper (la fascia di asteroidi che si trova dopo Plutone dove si trovano alcuni pianeti nani). Questi corpi celesti sono chiamati
Kernel e hanno fatto spremere le meningi degli astronomi. Il perché è molto semplice: inspiegabilmente questi corpi
rimangono sempre uniti e orbitano nello stesso piano orbitale. In un primo momento si è ipotizzato che questi asteroidi fossero ciò che restava di un corpo distrutto da un impatto spaziale, ma le
simulazioni effettuate con i software specifici hanno dato esito negativo a questa teoria. Ed ecco che entra in gioco la teoria dell'astronomo statunitense: infatti tracciando il movimento di questi indietro nel tempo, sempre con i più sofisticati computer, è riuscito a dimostrare come
queste rocce siano uscite dal campo gravitazionale di Nettuno, ottavo pianeta del Sistema solare e ultimo dei giganti gassosi; e tutto questo sia successo quando quest'ultimo è saltato dalla sua posizione originale,
leggermente più vicino al Sole. E nel compiere questo movimento, siano saltate queste piccole rocce che si sarebbero pian piano
aggrappate alla fascia di Kuiper. E finora tutto quadra. Secondo Nesvormy, l'unica ipotesi che può giustificare questo spostamento di orbita è che ci fosse un altro gigante gassoso con un
campo gravitazionale estremamente intenso che interagiva con l'orbita di Nettuno (non può essere stato nè Urano, nè Saturno e quantomeno Giove, perché dagli studi le loro orbite con hanno mai interagito con l'ultimo pianeta vero e proprio del Sistema solare attuale). La teoria si conclude chiaramente con uno
scontro fra questo ipotetico
Pianeta X e
Nettuno che abbia spinto quest'ultimo leggermente più distante dal Sole e l'altro addirittura fuori dal Sistema solare e tutt'ora potrebbe essere uno dei tanti
pianeti vagabondi che girano nelle galassie senza orbitare attorno a nessuna stella. Magari potrebbe essere scomparso scontrandosi con un altro corpo o inglobato da un altro Sistema solare. Questa ipotesi è stata accolta come reale dalla comunità scientifica.
"L'aspetto davvero incredibile del modello di Nesvorny è che oltre a essere coerente colloca molte strutture nel posto giusto allo stesso momento" ha dichiarato l'astronomo
JJ Kavelaars, del
Dominion Astrophysical Observatory di Victoria in Canada, esterno al progetto. Come già detto
lo studio va avanti e l'astronomo continuerà a studiare gli oggetti della fascia di Kuiper,
alla ricerca di ulteriori conferme. Non dimentichiamoci che questo studio potrebbe darci più informazioni sulla nascita e i primi miliardi di anni del Sistema solare.
Non si parla da nessuna parte se si tratti del famoso
Nibiru, l'ipotetico pianeta descritto secondo diversi scienziati dai Sumeri. Potrebbe anche esserlo, dato che magari questa popolazione che conosceva già ai suoi tempi diverse teorie astronomiche e sapeva che questo presunto pianeta un domani sarebbe tornato. Sarebbe curioso se tornasse a farci visita.
A patto che non causi danni, chiaro...
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